UNA FINESTRA SUL CIELO....ciò che vedo al di là restando qui.
(tutto quel gran parlare dell'io o del suo svuotamento.)
Nel Cerchio donne e uomini si incontrano per condividere le loro storie... Per sperimentare una comunicazione più autentica e piena in cui le differenze possano essere viste, riconosciute e celebrate. Per conoscersi più in profondità, là dove la cultura non ha ancora sommerso quel desiderio di pace che abita in fondo ai nostri cuori feriti.
sabato 5 maggio 2018
dice il saggio
Oggi ci troviamo per una riunione.
Sandra ci propone questi due aforismi di un certo rabbino...
"Il giorno è breve (ossia, la vita è breve), e c'è così tanto da fare, ma gli operai sono pigri..."
Disse anche: "Nessuno ti chiede di completare l'opera, ma devi darle inizio".
Perciò noi cominciamo e ricominciamo, e continuiamo a ricominciare...
(Elie Wiesel, Le storie dei saggi)
giovedì 16 giugno 2016
cerchio della pace 8, 9 e 10 luglio 2016
Nel Cerchio di Community Building si praticano le regole della comunicazione
autentica per imparare qualcosa di sé stando insieme.
Scott.Peck ha chiamato questo lavoro un “laboratorio per il disarmo individuale”
Anche quest’anno con la 5°edizione del Cerchio della Pace si propone un’esperienza intensiva di gruppo nel corso dei quali i partecipanti sperimentano la “costruzione della comunità” secondo l’approccio teorizzato e sperimentato da Scott Peck (vedi community building)
faciltatori
Sandra Parolin psicologa esperta in conduzione di gruppi basati sulla pratica del Community Building e Cerchio della fiducia; nel 1997 ha completato la sua formazione presso la Foundation for Community Encouragement (USA). Autrice di Meditazione e relazione -Esperienze di vita comunitaria e Il Cerchio della Fiducia - educazione alla comunicazione autentica e alla comunità.
Martino Noce Laureato in scienze forestali e ambientali, contadino, poeta ha completato la sua formazione come facilitatore con Sandra Parolin nel 2015; attualmente impegnato nel progetto di gestione comunitaria delle risorse naturali con l'associazione Cornalin a Lauriano (To)
Orario:
venerdì h.18,30-21,30 Cena leggera e Introduzione
sabato h.9,00-19 circa Pratica del Cerchio con pause
domenica h.9,00-17 Pratica del Cerchio con pause e conclusione
Dove: Loc. Curasci 29 – Verchiano – 06034 Foligno (PG)
Come arrivare
Sul sito troverete tutte le indicazioni per arrivare in macchina o in treno (+ bus).
In ogni caso, qualora decidiate di utilizzare il treno dovrete scendere alla stazione di Foligno, dove verremo a prendervi.
Costo:
Per coprire i costi della facilitazione, del vitto e dell’alloggio la cifra richiesta è di 120/150 euro a seconda del numero dei partecipanti con un minimo di 16 e un massimo di 20. Tale importo dovrà essere versato al momento della registrazione subito dopo l’arrivo a BuonaVita.
Iscrizioni:
Per favorire una migliore organizzazione, vi siamo veramente grati se riuscite a confermare la propria presenza entro il 4 luglio, contattandomi al 3393074809 / 3454843250 o meglio francesco@buonavita.org
Per altre informazioni in merito alle attività in “BuonaVita” è possibile visitare il sito: www.buonavita.org
lunedì 22 febbraio 2016
seminario intensivo community building 18-20 marzo 2016
Costruzione della comunità
Seminario di Community Building
Tonengo (AT) 18-19-20 marzo 2016
Il seminario di Community Building propone un’esperienza intensiva di gruppo in cui i partecipanti sperimentano la “costruzione della comunità”.
Secondo questo modello si definisce comunità qualsiasi gruppo di due o più persone che imparando ad accettare, trascendere e infine onorare le differenze individuali di età, sesso, razza o religione, diventa in grado di comunicare apertamente ed efficacemente e di lavorare insieme alla realizzazione di un comune obiettivo.
Il community building non è un apprendimento di tecniche bensì l’espressione di alcuni principi che sono di vitale importanza nella formazione della comunità. Vivere questi principi come disciplina ci consente di fare esperienza della comunità personalmente, nelle nostre famiglie, nelle organizzazioni e, per estensione, nella comunità globale per:
• comunicare autenticamente
• avere la capacità di trattare argomenti difficili
• Accogliere e affermare le differenze
• Relazionare con rispetto ed empatia
• Riconoscere l’umana fragilità
• Prendersi la responsabilità delle proprie azioni e riparare quando possibile (make amend)
• Praticare il perdono verso se stessi e gli altri
Non occorrono requisiti particolari per partecipare; l’attività è costituita da una costante interazione di gruppo prevalentemente verbale e statica nella forma dell’essere seduti in cerchio.
L’esperienza può essere molto intensa e/o faticosa e necessita pertanto di una forte spinta motivazionale. Il Community Building non è una pratica di psicoterapia, né un gruppo di ascolto/aiuto psicologico comunemente inteso, tuttavia crescita personale, catarsi, auto-scoperta e apertura spirituale possono costituire “i doni della comunità”.
Costi:
Il contributo richiesto per la condivisione dei costi è di 120 euro ma sono previste riduzioni fino al 50% per giovani, disoccupati, coppie, e per chi ha già partecipato almeno a un seminario.
Il contributo comprende la tessera annuale all'associazione Community Building Italia (10 euro) e un sostegno all'associazione Cornalin (Coltivare risorse Naturali Lavorando Insieme) che fornirà locali e alloggio ai partecipanti al seminario.
La cena di venerdì e il pranzi di sabato e domenica sono in condivisione.
Ognuno può portare qualcosa di pronto da casa o servirsi nei due negozi del paese aperti anche la domenica.

Orari del seminario:
ven. 18:00-22:00, sabato 9:30-19:00,domenica 9:30-17:30 (con pause, pranzi e merende)
Sono disponibili posti letto per chi arriva da lontano, in località Piazzo.
Iscrizioni entro il 13 marzo
Il seminario di Community Building propone un’esperienza intensiva di gruppo in cui i partecipanti sperimentano la “costruzione della comunità”.
Secondo questo modello si definisce comunità qualsiasi gruppo di due o più persone che imparando ad accettare, trascendere e infine onorare le differenze individuali di età, sesso, razza o religione, diventa in grado di comunicare apertamente ed efficacemente e di lavorare insieme alla realizzazione di un comune obiettivo.
Il community building non è un apprendimento di tecniche bensì l’espressione di alcuni principi che sono di vitale importanza nella formazione della comunità. Vivere questi principi come disciplina ci consente di fare esperienza della comunità personalmente, nelle nostre famiglie, nelle organizzazioni e, per estensione, nella comunità globale per:
• comunicare autenticamente
• avere la capacità di trattare argomenti difficili
• Accogliere e affermare le differenze
• Relazionare con rispetto ed empatia
• Riconoscere l’umana fragilità
• Prendersi la responsabilità delle proprie azioni e riparare quando possibile (make amend)
• Praticare il perdono verso se stessi e gli altri
Non occorrono requisiti particolari per partecipare; l’attività è costituita da una costante interazione di gruppo prevalentemente verbale e statica nella forma dell’essere seduti in cerchio.
L’esperienza può essere molto intensa e/o faticosa e necessita pertanto di una forte spinta motivazionale. Il Community Building non è una pratica di psicoterapia, né un gruppo di ascolto/aiuto psicologico comunemente inteso, tuttavia crescita personale, catarsi, auto-scoperta e apertura spirituale possono costituire “i doni della comunità”.
Costi:
Il contributo richiesto per la condivisione dei costi è di 120 euro ma sono previste riduzioni fino al 50% per giovani, disoccupati, coppie, e per chi ha già partecipato almeno a un seminario.
Il contributo comprende la tessera annuale all'associazione Community Building Italia (10 euro) e un sostegno all'associazione Cornalin (Coltivare risorse Naturali Lavorando Insieme) che fornirà locali e alloggio ai partecipanti al seminario.
La cena di venerdì e il pranzi di sabato e domenica sono in condivisione.
Ognuno può portare qualcosa di pronto da casa o servirsi nei due negozi del paese aperti anche la domenica.

Orari del seminario:
ven. 18:00-22:00, sabato 9:30-19:00,domenica 9:30-17:30 (con pause, pranzi e merende)
Sono disponibili posti letto per chi arriva da lontano, in località Piazzo.
Secondo questo modello si definisce comunità qualsiasi gruppo di due o più persone che imparando ad accettare, trascendere e infine onorare le differenze individuali di età, sesso, razza o religione, diventa in grado di comunicare apertamente ed efficacemente e di lavorare insieme alla realizzazione di un comune obiettivo.
Il community building non è un apprendimento di tecniche bensì l’espressione di alcuni principi che sono di vitale importanza nella formazione della comunità. Vivere questi principi come disciplina ci consente di fare esperienza della comunità personalmente, nelle nostre famiglie, nelle organizzazioni e, per estensione, nella comunità globale per:
• comunicare autenticamente
• avere la capacità di trattare argomenti difficili
• Accogliere e affermare le differenze
• Relazionare con rispetto ed empatia
• Riconoscere l’umana fragilità
• Prendersi la responsabilità delle proprie azioni e riparare quando possibile (make amend)
• Praticare il perdono verso se stessi e gli altri
Non occorrono requisiti particolari per partecipare; l’attività è costituita da una costante interazione di gruppo prevalentemente verbale e statica nella forma dell’essere seduti in cerchio.
L’esperienza può essere molto intensa e/o faticosa e necessita pertanto di una forte spinta motivazionale. Il Community Building non è una pratica di psicoterapia, né un gruppo di ascolto/aiuto psicologico comunemente inteso, tuttavia crescita personale, catarsi, auto-scoperta e apertura spirituale possono costituire “i doni della comunità”.
Costi:
Il contributo richiesto per la condivisione dei costi è di 120 euro ma sono previste riduzioni fino al 50% per giovani, disoccupati, coppie, e per chi ha già partecipato almeno a un seminario.
Il contributo comprende la tessera annuale all'associazione Community Building Italia (10 euro) e un sostegno all'associazione Cornalin (Coltivare risorse Naturali Lavorando Insieme) che fornirà locali e alloggio ai partecipanti al seminario.
La cena di venerdì e il pranzi di sabato e domenica sono in condivisione.
Ognuno può portare qualcosa di pronto da casa o servirsi nei due negozi del paese aperti anche la domenica.
Orari del seminario:
ven. 18:00-22:00, sabato 9:30-19:00,domenica 9:30-17:30 (con pause, pranzi e merende)
Sono disponibili posti letto per chi arriva da lontano, in località Piazzo.
Iscrizioni entro il 13 marzo
martedì 9 febbraio 2016
Sullo Svuotamento...
"Nelle due fasi precedenti,
cioè durante la pseudocomunità e il caos, in un certo senso ho
avuto la possibilità di vedermi all’opera, di vedere come funziono e cosa si
produce in me in questo particolare contesto relazionale. Se sono stata
abbastanza attenta, posso cominciare a capire quali sono i miei ostacoli, o
forse per primo riuscirò a vedere qual è il mio principale ostacolo nella relazione
con l’altro. E’ una scoperta di primaria importanza. Ma di per sé non è
sufficiente a cambiare la situazione e a procedere nella mia interazione con il
gruppo. Per fare veramente la differenza occorre che io mi liberi di
quell’ostacolo, lo lasci andare davvero, non soltanto a parole. Devo svuotarmi.
Per fare un esempio concreto,
se ho visto che il mio ostacolo è il bisogno di controllo, per liberare la
strada dovrò lasciarlo andare tutte le volte che si presenta. Svuotarmi
continuamente del mio bisogno di controllare l’altro, perché ho capito che
ciò mi impedisce di incontrarlo veramente.”
Sandra Parolin, Il cerchio
della fiducia, p.69
(il libro è reperibile presso
le librerie universitarie oppure su quelle on line e sul sito:
www.Aracne editrice.it
Per chiunque sia arrivato a leggere fin qui...con l'interesse allo Svuotamento e alla costruzione di comunità: se vuoi fare due parole sull'argomento ci possiamo vedere via skype - per un incontro libero e gratuito - scrivendo a sanparol@alice.it
mercoledì 3 febbraio 2016
L’alba delle cose
Si accorse che il destino ancora una volta li aveva portati là, riconobbe il luogo e vide la porta d'oro illuminata dal sole.
Preso dall’entusiasmo provò a spingere, anche se sapeva bene quanto fosse inutile; cercò allora la chiave e la vide, ma non poteva alzarla da solo e nemmeno girarla nella toppa i giri necessari: tre volte a destra e poi avanti, e poi due a sinistra.
Cercò dunque aiuto, ma era come se il vento portasse via le parole, non riusciva a comunicare coi compagni: "ecco... siamo arrivati”, provò a dire, ma vide che tutti erano girati da un' altra parte e la sua voce era flebile. Riprovò di nuovo “siamo arrivati, l’abbiamo trovata, è la porta d’oro, ne avevamo parlato, vi ricordate?”
Era come se parlasse al vento, come se le parole svanissero nell’aria prima di raggiungere le orecchie.
Sapeva bene che tutto, tutto era là, dietro quella porta; tutti i sogni, tutte le speranze, tutte le risposte. Dietro quella porta c'era tutto ciò che gli uomini stanno cercando da sempre; il senso e l’origine della vita. Sapeva che gli uomini erano stati generati in quel luogo, venivano da là e là sarebbero ritornati, e questo era sicuro come una freccia che lanciata verso l'alto sicuramente ricadrà sulla terra. Improvvisamente sentì un dolore profondo; il cuore, che prima stava palpitando di gioia divenne pesante e affannoso, ebbe paura, sentì che la paura aveva il potere di portarlo via.
La paura generò un senso di colpa potentissimo: "è colpa tua, hai sbagliato" gli urlava feroce nelle orecchie, ma conosceva bene quella voce, e sapeva che questa volta non l’avrebbe ascoltata.
Cercò il respiro e si rifugiò in esso, come un bambino che si aggrappa al seno della madre. Vide che era solo, gli altri si stavano già allontanando, tornavano a valle. Era stata una splendida giornata, erano felici e tornavano con gioia alle loro cose; alla famiglia, al lavoro, alle loro occupazioni quotidiane.
La paura divenne fortissima, l'avvolse un senso profondo di solitudine; guardò verso il bosco, era autunno, le foglie cadevano dagli alberi girando allegramente su se stesse, come coriandoli. Il sole scendeva lentamente colorando le nuvole e il cielo, alcuni raggi limpidi sprigionavano una luce potentissima. La porta d'oro risplendeva, luminosa come uno specchio.
Immaginò, aveva molta fantasia, che una fata fosse uscita dal bosco e fosse venuta in suo soccorso; il cuore ritornò leggero e un sorriso lieve rigenerò le labbra. Salì su una roccia e si sporse, i compagni erano ormai lontani, pensò di chiamarli, ma quante possibilità aveva che lo sentissero? Se non lo avevano sentito quando erano vicini, come potevano sentirlo ora che si erano allontanati?
Molti dubbi apparvero nella sua mente. Era veramente quella la porta d’oro? Era lui in grado di presentare delle prove certe? E se non fosse altro che una fantasia? Una sua fantasia? Poteva rischiare di farli tornare indietro per nulla? Era come se la porta d’oro non fosse altro che un sogno, un’illusione.
Si avvicinò allora alla porta d’oro e provò a toccarla, ne sentì la consistenza, la superficie liscia perfettamente levigata, cercò un indizio, un segno, ma non trovò nulla.
Percepiva un ricordo vago, lontano. Sapeva di essere già stato in quel luogo, ma non aveva alcuna prova concreta; qualcosa che provasse l’esistenza di quel mondo, una prova certa.
Nulla, non trovò nulla. Il sole era ormai tramontato e anche la porta d’oro smise di brillare, non la vedeva più.
Si avviò allora verso valle, in cielo apparve la prima stella. Si era fatto tardi, allungò il passo e raggiunse i suoi compagni. “Dove sei stato?” gli chiesero. “ Oh, nulla, mi sono fermato a guardare il tramonto, è molto bello, a un certo punto ho avuto la sensazione... “ Stava per parlare della porta d’oro, ma poi si tacque, pensò che era una cosa troppo grande, si vergognò di credere a una simile leggenda. Se poi avesse detto “ma io l’ho vista, l’ho toccata”, sicuramente l’avrebbero deriso. Così, non disse nulla, e cercò di dimenticare, di convincersi che era stato davvero un sogno, uno scherzo della mente, una illusione. Ma per quanto si sforzasse, non riusciva a dimenticare, c’era in fondo al suo cuore una nostalgia, un profumo intenso, infinito.
Valdo Immovilli
domenica 10 gennaio 2016
cerchio della fiducia 23 gennaio 2016
Il Cerchio della fiducia
sabato 23 gennaio
dalle 14,30
alle 19,00
Spazio-Laboratorio
L’Uovo e la gallina, corso Vercelli 8, Torino
La Parola danza col silenzio, il Silenzio
accende la parola…
Silepa
Un pomeriggio dedicato ad apprendere una modalità di comunicazione di
gruppo insieme delicata e profonda. La forma non è quella di una normale
conversazione, bensì caratterizzata da alcune regole di comunicazione (o
linee-guida) che facilitano la consapevolezza in relazione agli altri e la pratica della comunicazione autentica.
I partecipanti sono stimolati a
seguire le indicazioni specifiche del Cerchio e a praticare un
particolare tipo di attenzione diretta sia all’interno che all’esterno di sé. Silenzio e parola trovano il loro naturale equilibrio,
creando un’atmosfera di rispetto e di condivisione dell’umana diversità.
I temi trattati possono emergere in
accordo con i bisogni di ciascuno o scaturire da una sorta di “saggezza di
gruppo” in grado di indicare nuovi orientamenti e possibili soluzioni.
L’esperienza può
considerarsi propedeutica al Community Building -un cerchio a carattere intensivo
della durata di tre giorni- che sarà organizzato nel mese di marzo, dove è
possibile con l’aiuto di alcune regole apprese nel Cerchio della fiducia,
sperimentare più intensamente la comunicazione autentica e la costruzione della comunità.
(Numero max di partecipanti:15)
Il gruppo è condotto da Sandra Parolin e Ginetta
Dissette
Costo: € 20,00
Informazioni e le iscrizioni entro mercoledì 20
gennaio:
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